lunedì 24 febbraio 2014

Un gruppo di donne e un piccolo uomo


Giuro che il post da femminista militante non era nei miei programmi, ma certi uomini fanno inevitabilmente salire dal profondo la rabbia di genere.

Nella solita azienda in cui faccio consulenza part-time, e in cui sembra esserci una singolare concentrazione di gente "strana", o quantomeno poco rispettosa del prossimo, ho assistito ad un episodio ridicolo e fastidioso che ha visto protagonista un piccolo uomo. 

Da pochi mesi è stato assunto Piccolo Uomo, 35 enne timido, formale, preciso e un po' ansioso. "Felicemente sposato" da poco, per usare una frase fatta.  Presto a tutte noi colleghe è stato evidente un altro aspetto del suo carattere: viscido, il tipico essere che, mentre ti parla non riesce ad evitare di spogliarti con gli occhi e di far cadere lo sguardo cupido sul tuo corpo. 

Ad un evento aziendale ha tampinato una hostess per avere il suo numero e il contatto Facebook, fino a che il capo è intervenuto per mettere fine alla scena che stava creando un imbarazzo generale. Quello che mi ha colpita è che il capo ha mantenuto verso di lui quell'atteggiamento cameratesco che certi uomini riservano ai loro simili: "Che ci vuoi fare, è giovane, gli piacciono le donne, non si sa controllare".

Man mano che acquisisce confidenza in azienda, Piccolo Uomo si lascia andare a commenti poco edificanti verso le donne che passano in strada, le sorelle delle colleghe, chiunque; mentre viene progressivamente emarginato dai colleghi, che lo percepiscono come "psicopatico", noi colleghe ci rapportiamo con lui di malavoglia ed evitiamo il più possibile di lavorare con lui.

Qualche giorno fa era programmata una riunione operativa nel gruppo di lavoro, 8 donne e Piccolo Uomo. Cose di tutti i giorni, orari, scadenze, senza la presenza del capo.

Manca solo lui per iniziare, ma, colpo di scena...entra il capo e dice che presenzierà alla riunione perchè qualcuno ha chiesto la presenza di un arbitro super partes.  E' chiaro di chi si tratti. Ai nostri commenti stupiti e sarcastici il capo lo giustifica dicendo che, "poverino", è solo contro 8 donne e non ha intenzione di dover discutere non noi per far valere le sue ragioni: noi siamo tante e con la parlantina tagliente tipica delle donne, lui è un ragazzo timido e rischiamo di metterlo in difficoltà.  Prima che Piccolo Uomo entri nella stanza a testa bassa, codardo e meschino, il capo è costretto a sentire chiaramente cosa pensiamo del nostro collega e che al prossimo sguardo fuori posto si beccherà un ceffone. Se esiste un arbitro super partes deve tutelare ognuna di noi dalle attenzioni di un uomo libidinoso.

 
Povero Piccolo Uomo, a lui piacciono solo le donne oggetto, quelle da mettere in imbarazzo quando ti trovi a tu per tu, quelle su cui fare i commenti da osteria. perchè per lui le donne sono solo oggetti del desiderio da comprare, bramare, usare.
Rapportarsi professionalmente con delle donne pensanti, in grado di programmare il loro lavoro e di farlo sentire inadeguato (semplicemente perchè il complesso di inferiorità fa parte di lui)  gli causa frustrazione.

Per fortuna in azienda ha trovato un mentore che condivide il suo stesso retaggio maschilista: un gruppo di 8 donne che cercano di programmare il lavoro di un ufficio può fare davvero paura!


4 commenti:

  1. Il ceffone tirato con gli anelli ruotati verso l'interno, che così rimane meglio il segno, mi raccomando!
    Che dire? E' talmente deprimente che mi toglie le parole, ancor più perché la tua situazione non è un'eccezione, ma una quotidianità familiare a molte, troppe persone.

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  2. Ho letto la tua esperienza in metro, e ho anche deliziato il tuo blog con un commento in inglese. :-) Io non ho più parole ma solo rabbia

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  3. ed è perfino sposato! ma la moglie cos' è, una masochista?

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    1. Anna, a quanto abbiamo capito lui con la moglie è un agnellino, il viscidone!

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