lunedì 24 marzo 2014

Racconto la mia città con le guide Bogianen

Tra gli incontri interessanti che ho fatto nel 2014 ci sono le Guide Bogianen, due guide turistiche molto "unconventional" che hanno inventato un nuovo modo di scoprire Torino adatto anche a chi ci vive da una vita. 

Con loro è nata l'idea di raccontate qualche lato insolito o meno conosciuto di Torino. 
I miei post saranno pubblicati sul blog del loro sito e anche qui, perchè da torinese d'adozione mi fa piacere fare un po' di pubblicità alla città dove ho scelto di vivere.

L'aperitivo torinese, il vermouth


Tra i primati di Torino (la prima capitale d’Italia, la nascita dell’industria cinematografica italiana e della RAI, il primo Museo Egizio del mondo, tanto per citarne alcuni) ce n’è uno indiscutibilmente conviviale: il vermouth, protagonista di aperitivi, happy hour e cocktail in tutto il mondo.

Quando chiedete al barman un Martini Dry con un’oliva o siete intenti a chiacchierare sorseggiando un Negroni on un Manhattan, state facendo un omaggio a Torino, che nel Diciottesimo secolo diede i natali al vermouth.

Era il 1786 quando Antonio Benedetto Carpano, nella bottega di Marendazzo di Piazza della Fiera (oggi Piazza Castello) mise a punto la ricetta di un vino liquoroso aromatizzato con una miscela di oltre trenta piante aromatiche tra cui spiccava l’artemisia maggiore. E proprio al nome tedesco dell’artemisia, Wermut, si ispirò per battezzare il preparato. Il successo dell’infuso liquoroso fu immediato e incontrò i favori anche del re Vittorio Amedeo III.

La popolarità della bevanda spinse altri produttori a trovare la propria formula e a perfezionare il vermouth contribuendo alla sua diffusione internazionale: Cora, Cinzano, Martini & Rossi, Gancia, Cocchi, Anselmo, Ballor, Calissano, Radicati.


Era nata una tendenza intramontabile, con i manifesti pubblicitari dei vari marchi (grafiche ricercate e memorabili, entrate nell’immaginario collettivo) che si contendevano il mercato evocando stili di vita da sogno, e con la nascita delle Terrazze Martini in tutto il mondo, dove quello stile di vita diventava una realtà da emulare.

Ecco le tappe di un percorso alla ricerca delle atmosfere del vermouth torinese, con un occhio di riguardo al fondamentale aspetto della degustazione:

1- Palazzo Rossi di Montelera, storica sede della Martini & Rossi in Corso Vittorio Emanuele II 44, realizzato dall’architetto Camillo Riccio, che ha ospitato fino al 2012 la Direzione Generale dell’azienda.

2- Museo Martini della Storia dell’Enologia a Pessione di Chieri, ospitato nelle cantine della storica sede, e Terrazza Martini, sede di eventi culturali e congressi. L’angolo bar Casa Martini offre la possibilità di gustare i più famosi cocktail che hanno come protagonista la gamma Martini & Rossi.

3- Aperitivo da Zucca: il celebre bar Zucca, protagonista indiscusso per decenni della “Torino da bere” quando chiuse portò con sé un pezzo insostituibile della memoria della socialità cittadina. A fine 2013 ha ripreso l’attività nei nuovi locali di Via Gramsci 10, dove è possibile gustare i memorabili tramezzini accompagnati dai cocktail a base di Rabarbaro Zucca (ci concediamo una digressione dal vermouth con un altro simbolo dell’aperitivo italiano).


4- Il Vermouth Tour delle Guide Bogianen, dove scoprirete che il vermouth torinese è in pieno rinnovamento, che un marchio storico “dormiente” è ritornato protagonista della movida torinese, e imparerete tanti aneddoti sui protagonisti della storia dell’aperitivo sabaudo famoso nel mondo. Imprescindibile la degustazione finale!
 http://i890.photobucket.com/albums/ac102/BereniceCat/carpanovermouth_zps6561e6ba.jpg





2 commenti:

  1. Che vergogna! Sai che non conosco proprio Torino? Seguire le tue indicazioni sarebbe una ottima scusa per venirci. È da tanto che vorrei visitarla!

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    1. Ilaria, cosa aspetti a venire? Non siamo lontane, io ti posso dare un po' di indicazioni e se hai tempo portarti per un the o un aperitivo in qualche locale carino. E se vuoi portare anche Nina e Mosè...ci sarà da divertirsi!

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